Cosa si intende per corretta alimentazione?


 


Per prima cosa, è opportuno sapere che gli alimenti, o alcuni loro componenti, introdotti attraverso la dieta, interagiscono con le cellule del nostro organismo, con il DNA, attivando o inibendo alcuni geni. In questo modo, ciò che mangiamo, può aumentare o diminuire il rischio di sviluppare malattie; l’alimentazione può influenzare positivamente o negativamente la nostra salute. La branca della scienza della nutrizione che si occupa dell’interazione tra cibo e DNA è la nutrigenomica.

Capite bene, dunque, che il “calcolo delle calorie” fine a se stesso non è sinonimo di dieta sana! La corretta alimentazione parte dalla consapevolezza delle singole scelte alimentari, questo è uno dei capisaldi del mio metodo di lavoro. Per mangiare correttamente dobbiamo, quindi, conoscere il cibo che decidiamo di consumare, ricordando che nessun alimento è miracoloso così come nessuno di questi è dannoso in senso stretto ma lo può diventare se consumato in eccesso. Pertanto, il punto di partenza per una corretta alimentazione è la consapevolezza di:

 

  • COSA si sta mangiando. La qualità del prodotto acquistato ed i potenziali effetti che questo ha sulla salute.
  • QUANDO mangiare un determinato alimento. La dieta deve essere rispettosa del metabolismo, dei livelli ormonali e del DNA 

    In questo modo si evita l’accumulo di grassi in eccesso, il surplus di zuccheri, responsabili dell’infiammazione cronica che sta alla base di numerose patologie come l’obesità, la sindrome metabolica, il diabete mellito di tipo 2, l’ipertensione arteriosa, cardiopatie, steatosi epatica, tumori.

    Occorre dunque:

    • Imparare ad alimentarsi in maniera consapevole, pensando a nutrire l’organismo fornendogli tutti i nutrienti di cui necessita (carboidrati, proteine, grassi, vitamine, minerali) mantenendolo il più possibile in salute.
    • Evitare di mangiare troppo o troppo poco
    • Evitare di eliminare categorie di alimenti
    • Consumare quotidianamente alimenti che svolgono un’azione positiva sul DNA come frutta e verdura, legumi e pesce. I vegetali sono ricchi di antiossidanti, molecole fondamentali per la neutralizzazione dei radicali liberi responsabili non solo dell’invecchiamento cellulare ma anche dello sviluppo di determinate patologie.
    • Consumare la giusta dose di carboidrati complessi, spesso demonizzati ingiustamente. Ciò che deve essere evitato, casomai, è l’abuso che se ne fa oggi, magari senza accorgersene. Spesso si elimina la pasta ed il riso e si vanno invece a consumare gallette di riso o mais, crackers, prodotti da forno industriali, ecc pensando siano dietetiche. Bisogna inserire nella propria alimentazione anche i cereali naturalmente integrali, mi riferisco a quelli in chicco come ad esempio l’orzo, il farro, il riso integrale, il riso venere, il riso rosso, il sorgo.
    • Prendersi cura del proprio intestino e del microbiota. Lo stress, uno stile di vita errato, l’assunzione di farmaci possono danneggiare la salute dell’intestino provocando disbiosi, ovvero, un’alterazione quantitativa e qualitativa del microbiota intestinale che causa infiammazione. Se l’infiammazione si cronicizza, si altera la struttura della membrana intestinale che diventa permeabile (leaky gut) lasciando passare le sostanze, i batteri, le tossine presenti nell’intestino nel circolo ematico generando un’infiammazione di tipo sistemico, cioè un’infiammazione che interessa, tutti gli organi e tessuti corporei, sollecitando il sistema immunitario.
    • Mantenere quanto più possibile il peso forma
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